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Progetto Dipendenze

Ago 4, 8PM

Fotografare oggi il mondo dell’addiction e dell’abuso impone profonde riflessioni accompagnate da un radicale ripensamento nella progettazione di interventi tesi all’accompagnamento ed al sostegno di soggetti tossicomani.

L’attuale contesto del mondo dell’abuso, con le soluzioni di continuità che lo caratterizzano, impegna ancora una volta l’associazionismo, il privato sociale, al ruolo “storico” di protagonista nel cercare risposte ai bisogni emergenti,  dando voce a forme di disagio che faticano ad essere intercettate.

I vecchi percorsi, le vecchie modalità della presa in carico, non rispondono ai nuovi stili di consumo, ancor prima che al tipo di sostanze utilizzate.

Partendo da questa riflessione, l’Associazione Mastropietro ha rivisitato il proprio progetto, attraverso percorsi formativi che hanno coinvolto tutti gli operatori delle équipe, supervisionati dall’Università della Strada del Gruppo Abele.

Tale processo ha facilitato la formulazione di alcune linee di indirizzo generale che hanno modificato i programmi delle comunità gestite dall’Associazione stessa e di conseguenza l’intervento degli operatori.

L’abitare la domanda, cogliendone l’indefinitezza e la confusività, è  stato il presupposto non solo per la diversificazione delle risposte, ma anche per renderle maggiormente flessibili, singolari.

I limiti della ctà residenziale, così come è stata strutturata qualche anno fa sono evidenti. Il tentativo è quello di dinamicizzare i trattamenti con accoglienze “deboli” perchè sollevate da rigide regolamentazioni, così come da fasi o moduli precostituiti.

La sfida sta nella sinergia “forte” tra servizio inviante ed Associazione per l’individuazione, la verifica, la calibratura degli interventi e, nell’Associazione medesima, nella messa a punto di differenti proposte: residenziali, semi-residenziali, case alloggio a convivenza guidata, gruppi appartamento ecc. Proposte fuori dalle logiche rigide per cui raggiunti i primi obiettivi sia possibile avviare altri moduli, , fino a giungere alla fase di reinserimento, necessaria palestra per l’autonomia abitativa e di lavoro.

La rivisitazione di questi assiomi parte dall’attenta analisi di coloro che attualmente si rivolgono ai ns servizi: persone con situazioni di precarietà e poliabuso decennali;  ragazzi vulnerabili, fragili psicologicamente che fanno fatica ad immaginarsi come individui in grado di “reggere” una casa, organizzarsi un lavoro, costruire e mantenere una rete affettiva ed amicale stabile; consumatori compulsivi il cui modo di “usare” determina instabilità emotiva spesso incompatibile con la staticità di alcune formule di trattamento.

I nostri interventi devono allora andare nella direzione di percorsi di accompagnamento, non necessariamente brevi, ma caratterizzati da fluidità, interscambiabilità delle proposte di supporto, di sostegno, di elaborazione.

Una presa in carico “leggera” che si ridefinisce nel momento in cui legge la necessità di rivisitazione del programma terapeutico, che preveda inserimenti diversificati, ma fuori da logiche quasi meritocratiche per le quali, alla fine di un “intenso” percorso, residenziale, si possano avvicendare programmi con spazi maggiori di indipendenza ed autodeterminazione.

Operativamente questa premessa ha significato la rimodulazione degli spazi  gestiti dall’Associazione e l’avvio di nuovi programmi.

Accanto alla proposta residenziale di Valperga, quella semi-residenziale di Cuorgnè,  agli alloggi del reinserimento, si è aperta una nuova struttura la Casa alloggio a convivenza guidata di Via Arduino.

Ma a parte il numero delle proposte, la vera innovazione, sta per l’appunto nella piena disponibilità da parte dell’èquipe ad approntare una o l’altra strada, concertando l’intervento  con i Ser.t  e  dando centralità e dignità alla richiesta della persona.

Le prassi possono essere diversificate: interventi residenziali brevi per poi accedere a convivenze guidate, progetti semi-residenziali con opportunità abitative più o meno accompagnate dagli operatori, percorsi in cui sia altresì possibile accedere da uno  all’altro intervento, rispondendo unicamente al bisogno espresso o ad una ricontrattazione degli obiettivi, evitando passaggi di presa in carico da un operatore ad un altro, per non avvalorare vissuti di fallimento o incrementare possibili “traumi”.

In questa logica si sono riposizionati i componenti delle due èquipe al fine di favorire la piena integrazione dei progetti. Si è costituita quindi un’èquipe unica, nella quale sono presenti figure educative che accompagnano nel quotidiano  e figure di sostegno psicologico che intervengono qualora sia reputato necessario, alla luce di una specifica richiesta dell’utente, o del Ser.T, a prescindere dal percorso definito.

La coerenza del progetto e l’inderogabilità dell’intenzionalità educativa  sono garantite  da responsabili per l’area educativa e per quella psicologica e dal coordinatore e supervisore dei programmi nella loro globalità.

Descriveremo qui di seguito brevemente le strutture:

La comunità residenziale di Valperga.

Possono essere inseriti sino a 10 soggetti con possibilità di programma diversificati tra i quali:

  • Inserimenti con tempistiche diverse, quando il bisogno di staccare da altre esperienze di vita sia l’urgenza imprescindibile per la co-costruzione di un progetto;
  • Residenzialità notturna accompagnata da inserimenti diurni nei laboratori del centro semiresidenziale o da inserimenti lavorativi veri e propri o in borsa formazione lavoro;
  • Accompagnamenti diurni; qualora si intraveda l’esigenza di sostegno forte, ma la difficoltà di reggere ritmi ed impegni di una pianificazione di vita totalizzante, qual è l’esperienza comunitaria nella sua interezza.

Nella cascina di Valperga sono previste attività lavorative legate alla manutenzione delle aree verdi, alla coltivazione dell’orto, all’allevamento e cura di piccoli animali da cortile, alla lavorazione del legno.
Si effettuano gruppi che hanno carattere di riflessione e problematizzazione sul consumo e abuso di sostanze, o riunioni tematiche volte a dare origine ad interessi, spesso aleatori ed instabili nelle precedenti esperienze di vita.

La comunità semi-residenziale di Cuorgnè.

Il centro può effettuare sino a 15  inserimenti. I percorsi prevedibili sono:

  • Sostegno diurno in integrazione alla residenzialità notturna sia a Valperga che in altri alloggi dell’Associazione;
  • Programmi solo semi-residenziali dei quali è possibile individuare la modulazione di orario e di presenze settimanali in concerto con il Servizio inviante.

La struttura è aperta da lunedì al venerdì, ad esclusione quindi del sabato e dei giorni festivi, dalle 09.00 alle 17.00, il pranzo è confezionato al suo interno. Si propongono gruppi di discussione e d’interesse, atelier, accompagnamenti propedeutici al lavoro.

La casa alloggio a convivenza guidata.

Questa formula, nuova per l’Associazione, di appartamento rappresenta una possibilità maggiormente guidata, rispetto al vecchio alloggio del reinserimento. Possono inserirsi sino a 3 utenti.
Gli educatori sono presenti nelle fasce serali quasi quotidianamente con l’obiettivo di:

  • Sostegno nel quotidiano; dalla spesa, all’organizzazione della casa, all’aiuto nella gestione economica.
  • Supporto educativo: sono previsti colloqui con educatori e psicologi anche all’interno della casa a cadenza variabili e da verificare in itinere.

Questa casa è disponibile per ragazzi inseriti nelle due comunità, proprio sulla base della ripuntualizzazione dei programmi, enunciata in premessa, come per persone che hanno un lavoro autonomo, o sono dipendenti della Cooperativa La Porta (Cooperativa nata prevalentemente per offrire opportunità ed impegno lavorativo ai soggetti in carico all’associazione stessa), ma faticano a condurre una vita pienamente in autonomia.

La casa del reinserimento.

Quest’alloggio è uno spazio intermedio. E’destinato ad individui che necessitano di ampi spazi d’indipendenza ed autodeterminazione, ma che nel periodo di passaggio dall’esperienza comunitaria al “fuori”, sentono il bisogno di un momento di condivisione di esperienze, di confronto tra pari sulle nuove prospettive della propria esistenza. La casa tratteggia una specie di “bozza” di vita esterna, preludio alla piena riappropriazione della propria. I posti disponibili sono 3. A cadenza settimanale  ci si incontra con uno o più operatori per trattare temi legati alla convivenza, così come alle difficoltà personale e di interazione con gli altri. Si possono effettuare colloqui con gli operatori sia dell’area educativa, che di quella psicologica con l’inflessione ritenuta opportuna.

I gruppi appartamento.

Questi sono due veri e propri alloggi messi a disposizione dall’Associazione. Possono essere assegnati là dove pur necessitando spazi pienamente autonomi, ci sia la difficoltà di reperire una casa propria, o per valutare con il Sert e con il ragazzo se il grado d’indipendenza raggiunto, può dare l’avvio a soluzioni di completa autodeterminazione. Non sono previsti riunioni, ma esclusivamente colloqui di verifica e di sostegno

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